La ruota

Marco Banfi
31.07.2009
 
Ricordo bene quando tutti insieme, eravamo in quattro, si partiva per la montagna. Ricordo bene come papà se la godesse (quella per lui era la vera vacanza); lui che tra i monti, soprattutto quelli di casa, conservava molti ricordi di gioventù.

Anno dopo anno ci hanno accompagnati, lui e mamma, per boschi e sentieri, rocce e rifugi; lasciando che la magia della montagna si impadronisse di altri cuori.... C'è un aspetto della montagna che mi ha sempre affascinato: nei tratti più ripidi, quando il fiato non basta per la compagnia che con te divide quei momenti, sei solo e allora pensi, rifletti, ragioni; mentre gli occhi si nutrono.

Una cosa comunque ho capito dopo pochi anni ed è che in tutto quello che si fa, le cose che riescono meglio e lasciano più soddisfazione, sono quelle fatte con la fatica...

Ora come si suol dire, la ruota ha compiuto il suo giro: siamo sempre in quattro, grazie ad una splendida moglie che in poco tempo si è affascinata a tutto questo, e in quattro girovaghiamo, scarponi ai piedi, un po’ dove ho lasciato i miei ricordi e un po’ dove ora li vogliamo seminare. Un solo rimpianto: che i nostri figli non abbiano potuto, su rocce e sentieri, faticare e gioire con mio padre.

 
 
 
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