Un desiderio perenne

Shannon Wardell
17.01.2014
 
Un desiderio perenne
Chiedetemi cosa desidero e potrei parlare per ore. Potrei distinguere con precisione progetti a lungo e breve termine, aspirazioni personali, obiettivi professionali, sogni impossibili eppure preziosi, voglie sexy a breve termine e fedeli visioni a lungo termine.
A un certo punto forse mi renderò conto che progetti, aspirazioni, sogni, voglie e visioni non sono uguali al desiderio che pulsa sempre nel mio cuore. Raramente mi rendo conto di questo desiderio, è lui che affiora in queste particolari manifestazioni che ispira.
Ma è così difficile guardare da vicino questo desiderio incastonato nel mio cuore. Lo sento pulsare, eppure sfugge di continuo a ogni esame ravvicinato.

A volte lo sento pulsare in modo doloroso, di solito dopo un'attività che si è rivelata uno spreco di tempo ed energia. Un progetto fallito può diventare un'esperienza di apprendimento necessaria, impagabile. Ripetere un errore stupido è uno spreco di tempo e di energia. Qualche volta il dolore è insopportabile: mi viene voglia di urlare nel cuore della notte, affondare la testa nel cuscino e invocare una nuova vita. Può durare giorni, settimane: più tempo dura, più divento di pietra, insensibile a tutte le gioie della vita da cui sfuggo immergendomi nel lavoro. Mi faccio ossessionare dalla produttività e scaccio qualunque cosa mi faccia perdere tempo: attrezzi che si rompono, computer lenti, cerniere bloccate, guidatori incapaci, semafori mal sincronizzati, lavori sciatti dai colleghi, gente che si diverte fino all'uscita dal lavoro senza mai fare un sorriso.
Questo pulsare doloroso mi fa notare come tanta gente spreca tempo ed energia in attività improduttive, come passare ore sui videogiochi, implorare qualcuno, ascoltare musica orribile, fare arte, chiacchierare, leggere cose superficiali, abbellire case ingombre di oggetti, guardare la tele.
Questo desiderio pulsante mi porta a concentrare l'attenzione sulla necessità di riforme economiche a favore della famiglia e della comunità, a livello statale e nazionale, oltre a una maggiore sorveglianza a livello personale. Perché devo sgobbare tutto il giorno sfruttando ogni minuto disponibile in un'unità efficiente di produzione redditizia, mentre altri se ne stanno a prendere il sole? Non hanno bisogno di una rete di protezione sociale, ma di un bel calcio: devono sempre tenere a mente che hanno la responsabilità di impegnarsi in un lavoro produttivo. Quegli individui preziosi che sono troppo sensibili per i lavori umili dovrebbero mettersi a lavorare sodo come imprenditori, per riconoscere la difficoltà di creare lavori nel sistema economico odierno. E se non possono permettersi il cellulare dei loro sogni, che almeno si ricordino la differenza tra diritti e privilegi umani. E lasciare che quell'insostenibile stile di vita venga mantenuto da chi che produce più di quanto loro consumano non è un diritto di chi consuma più di quanto produce.
È così difficile guardare da vicino il desiderio intessuto nel mio cuore. Lo sento pulsare, a volte irradia un campo di energia a ogni battito. Di solito succede dopo un'attività che ha in qualche modo, seppur infinitesimale, arricchito la mia vita o quella di qualcun altro, come notare una piccola gioia della vita quotidiana, - il sole che spunta, una ragnatela carica di rugiada la mattina, un cane che alza pigramente la testa, le risate dei bambini, il canto degli uccelli, il sorriso di uno sconosciuto, il vento che fruscia tra i rami, una persona che amiamo e che vuole la nostra attenzione.
In quella fessura nascosta del cuore da cui emana quella pulsazione misteriosa del mio desiderio più profondo, c'è un'immagine di me stesso come vorrei essere, di me stesso senza quelle brutte rughe del carattere, senza gli odori stantii delle decisioni sbagliate o le goffe espressioni dell'incongruenza. È un'immagine di me stesso al mio meglio, eroe glorioso e umile che avanza fiducioso nella vita incontrando ogni nuovo ostacolo, ogni sfida, con compostezza imperturbabile. I bisogni fisici miei e delle persone che amo sono soddisfatti. Sono protetto dalla malattia, dal malessere, dai virus digitali, dalla povertà e dalla dipendenza. Ho una vasta rete di buoni amici all'interno di comunità con interessi simili. Vengo rispettato per quello che sono e per la professionalità con cui affronto le responsabilità lavorative ai massimi livelli. Mi piace confrontarmi con nuovi compiti che mettono alla prova il mio talento, soprattutto quelli privi di strategie testate, compiti che richiedono una rivalutazione inventiva dei problemi, che mi portano al di là dei miei consueti confini conoscitivi, e grazie ai quali, portandoli a termine, continuo a vedermi sempre più simile a quell'eroe imperturbabile nell'immagine nascosta in una fessura del mio cuore da cui proviene quel pulsare misterioso.
Quando sento questo desiderio pulsante, raggiungo una consapevolezza perfetta, da samurai, di tutto quello che mi circonda. Capisco all'istante la disposizione interiore delle persone ho davanti e mi esce sempre la frase giusta che può aiutarle in qualche modo, motivandole e rendendole più forti. Percepisco tutti gli ostacoli intorno a me e li evito, prevedendo le complicazioni abbastanza presto da impedire che accadano.
Il desiderio pulsante mi permette di vedere chiaramente come molte persone trascorrono buona parte della loro vita, spesso da sole, in attività con le quali cercano di liberarsi dalle limitazioni alla loro identità imposte dal lavoro o dalla famiglia. Intuiscono che la vita è più di un titolo di lavoro, più di ciò che si possiede, più di una buona reputazione, più del potere e dell'influenza sugli altri.
Questo desiderio pulsante mi aiuta ad avere le idee più chiare sul recente fiorire di stili di vita alternativi, di industrie creative, musica indie, arte, esoterismo. Anche se alcune di queste cose possono risultare strane se non del tutto bizzarre, riflettono un desiderio profondo nella nostra ricerca occidentale pos Furore per la realizzazione del sé. Anche se alcune persone sembrano davvero egocentriche, ho il sospetto che anche loro si rendano conto, nel profondo del cuore, che quando soddisfano il loro potenziale interiore, sentono un bisogno impellente di restituire al mondo qualcosa che abbia valore. Questo dono è il loro momento di gloria, la restituzione di tutto il tempo e l'energia che hanno sfruttato in passato. Questo dono, una risorsa naturale infinita e dall'effetto durevole, rappresenta un guadagno sull'investimento che farebbe rimanere a bocca aperta qualsiasi esperto di fondi speculativi. È un dono che arricchisce la vita, facendoci sentire di nuovo quel desiderio pulsante che non si può ignorare.


 
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