Un sorrisino compiaciuto

Vakkas Dost
13.11.2007
 
Ormai sono qui da cinque anni, in questa zona delle Alpi così diversa dalla mia Turchia. Prima avevo lavorato nel mio Paese, in un locale caratteristico dove preparavo gli spiedini. Una sera sul tardi arrivò un cliente dall’aspetto molto distinto e si sedette a un tavolo. Prese la chitarra e cominciò a cantare delle canzoni molto belle. Servimmo del Raki (grappa) e ci divertimmo molto.

Ad un certo punto scorsi in lontananza mio fratello maggiore. Non volevo che mi vedesse bere alcolici e così feci sparire i bicchieri sotto il tavolo. Il signore distinto con la chitarra credeva, che avessi fatto sparire i bicchieri per rispetto nei suoi confronti e mi prese in simpatia. Cantammo e bevemmo finchè a un certo punto lui si mise a cantare una canzone talmente commovente da far venire a tutti le lacrime agli occhi. In quel momento fece irruzione una pattuglia della polizia. Gli agenti si comportarono con arroganza portandoci tutti, anche il signore distinto della chitarra, direttamente al commissariato. Lì ci lasciarono in piedi coprendoci di insulti.

Ad un certo momento il signore distinto con la chitarra chiese del Comandante. Gli si presentò come alto funzionario ministeriale e chiese di essere immediatamente messo in contatto telefonico con il capo della polizia. Al telefono il signore con la chitarra spiegò il caso. Dopo una bella tirata di orecchie, da parte del capo della polizia, le pattuglie ci presentarono le loro scuse riportandoci a casa sotto scorta. Questo singolare episodio è l’unico della mia vita in cui l’arroganza sia stata sedata da una persona influente. Ogni volta che ci ripenso mi sfugge un sorrisino compiaciuto.
 
 
 
Twitter Facebook Drucken  Mountain Story weiterempfehlen