Domande e risposte

Daniel Klaus
 
Domande e risposte
In realtà ho scritto solo per metà questa storia. L’altra metà proviene da un ragazzo di dodici anni che ho assillato nelle ultime settimane con le mie domande. Lui ha fornito le risposte. Io ho continuato a fargli nuove domande, sempre di più, ancora di più. Per oltre un mese questo ragazzo mi ha spiegato la vita.
Tu chiedi, io rispondo c’era scritto sulla pagina web, e l'indirizzo suonava anch’esso più o meno così. L'ho trovato per caso mentre navigavo, allo stesso modo in cui si scoprono le cose davvero importanti e avvincenti. Scorrendo la pagina riesci ad avere un po’ di informazioni su di lui, anche se non troppe: dichiara la sua età (12 anni), ti svela qual è il suo cibo preferito (purè di patate con la panna e ragù di carne), scrive che vive in una grande città (ma non dice quale) e per concludere ammette che la sua stanza non è in ordine (a riprova di ciò una foto - e sì: sembra davvero disordinata). Non ci sono immagini di lui medesimo, e mi piacerebbe molto sapere come è fatto. Credo abbia gli occhiali, ma è solo una supposizione.
Forse è paralizzato, e su una sedia a rotelle. Forse è per questo che passa così tanto tempo al PC e risponde alle mie domande così rapidamente. O forse ci sono altri motivi. Forse ha molto tempo solo perché non fa mai i compiti.
Alcune delle domande che gli ho posto sono state: che cos’è meglio, un pomodoro o una rosa? Hai una direzione preferita? Quanto fa 3x7 e perché il risultato è il mio numero preferito? Pensi che esistano persone che pregano Dio dandogli del Lei? In estate si dovrebbe camminare scalzi? Con un tosaerba si può solo tosare il prato o anche volare? Sai dirmi perché a volte mi sento un fenicottero? Quanto è veloce il mio cuore che batte e per chi? Perché il naso cola e i piedi puzzano? Quando è l’ora e quando il futuro? Dove finisci quando segui solo i tuoi sentimenti?
Queste sono domande difficili, ovviamente, soprattutto per un ragazzo di dodici anni, il quale però ha dato risposta ad ogni mio interrogativo. Alcuni quesiti hanno persino portato a veri e propri dialoghi, che sono proseguiti per diversi giorni con qualche interruzione.
È capitato anche di fargli domande che riguardavano direttamente la mia vita di tutti i giorni. Un giorno subito dopo essermi alzato mi sedetti al PC e gli chiesi: vado al forno a prendere del pane fresco o mangio il pane di tre giorni?
Mangia i cereali, rispose, è più salutare.
Dopo qualche ora gli chiesi: cosa devo mangiare a pranzo?
Insalata e una patata, rispose.
Perché? Chiesi.
Perché fa rima, rispose.
Così acquistai queste cose al supermercato insieme a una bottiglia di limonata. Fu un'esperienza interessante mangiare un pasto che fa rima. Insalata e una patata, insalata e una patata, pensavo mentre mangiavo. Insalata e una patata, insalata e una patata, ripetevo allegramente bevendo due sorsi di limonata.
Alcuni giorni dopo, mi fu impedito di calpestare coi piedi linee tratteggiate, cosa che non fu affatto facile poiché i marciapiedi della mia zona non sono fatti di mattonelle ma di sanpietrini. Quindi avevo camminato perlopiù lungo il bordo del marciapiede, e quando non vi era altro modo, in punta di piedi come una ballerina sopra le pietre del selciato. La sera ero completamente sfinito, ma anche molto soddisfatto. Desideravo sapere come ci si sentiva ad avere dodici anni.

Da una settimana tutto tace. Non ricevo più risposte, non il minimo segno di vita. Che ne è stato di lui? Questa storia non può finire così, nel bel mezzo e bruscamente. È possibile che sia in viaggio o in vacanza. Ma non ci sono vacanze in alcuna regione. O forse i suoi genitori gli hanno proibito di usare il computer perché non faceva i compiti da settimane?
Ho guardato minuziosamente la foto della sua stanza diverse volte, sperando di scoprire un indizio. Ma per quanto ci provi, non riesco a vedere nulla di speciale. Sembra solo una stanza disordinata.
Ma non voglio darmi per vinto. Devo avere un atteggiamento più professionale, come un detective, suppongo. Scarico l’immagine, la apro con Photoshop e la osservo più da vicino con la lentina. Comincio da sinistra in alto e scendo a zig-zag verso il basso. E in effetti: nella parte inferiore della foto scovo sul pavimento un foglietto bianco che avevo precedentemente ignorato. Ingrandisco. C'è qualcosa scritto sopra. Ingrandisco il dettaglio fino a quando non riesco a leggere.
L’ho letto una volta, due volte. E poi ancora una. Non me lo sarei mai aspettato.
Sul foglietto stava scritto: sarebbe meglio che camminassi con le tue gambe, ora.

Traduzione: Piera Ghisu e Stefano Zangrando
 
Twitter Facebook Drucken