Inversione di ruoli

Jochen Mariss
 
Inversione di ruoli
Jablonsky lo guarda dritto negli occhi. Sono nerastri e lo fissano intensamente. O invece osservano la signora Blum, in piedi accanto a lui? Il suo è lo sguardo di un uomo maturo. Sapiente e saggio. Forse un po’ triste. Le mani coriacee e scure stringono le sbarre di ferro. Sembra quasi che sorrida, digrigna i denti gialli, si gratta il collo. Poi passa a esaminare la sua pelliccia. Poggia le lunghe dita sulla pancia, si infila qualcosa in bocca e lo mastica. Quindi guarda di nuovo Jablonsky. O la signora Blum. Difficile da dire.
“Sembra così ... umano”, dice Jablonsky. “Chissà che accade in lui”.
Juliana Blum dà una sbirciatina attraverso le sbarre, poi dice: “Si sta facendo la stessa identica domanda. Si chiede cosa stia succedendo in entrambi.”
"Già, possibile.” Jablonsky sente il desiderio di prendere la mano di Frau Blum.
La signora Blum strizza gli occhi. “Suppongo che pensi che l'Uomo sia un po’ stupido. Pensa che sia sciocco il modo in cui stiamo lì e lo guardiamo imbambolati.”
“Uomo Scimmia” dice Jablonsky. “O Scimmia Uomo. Sembra che ci compatisca. Come se la gente gli facesse pena.” Jablonsky si chiede per quale ragione si potrebbe dispiacere. Quindi dice: “Forse perché siamo nati nudi e siamo costretti a coprire i nostri corpi con pelli artificiali.”
“O per le mani debolucce.” La signora Blum le guarda come se le vedesse per la prima volta. “Quelle braccia con le quali non puoi arrampicarti. Gli umani sono condannati a muoversi per terra per tutta la vita.”
“Dopotutto, gli umani sono maestri nel camminare in posizione eretta”, afferma Jablonsky.
“La maggior parte delle persone sopravvaluta la camminata eretta”, afferma Blum. “Ci ruba la forza, ci rende instabili e indifesi. Un piccolo inciampo, una forte raffica, un pugno e la persona cade.” La signora Blum scuote la testa. “E poi questi piedi delicati.” Si guarda le scarpe. “Per una camminata o una corsetta, le persone devono comprimerli in protezioni di pelle.”
Una giovane donna con una bambina per mano si ferma davanti alla gabbia accanto a Juliana Blum e Jablonsky. Entrambe guardano le scimmie.
“Mamma, non credo sia tanto bello che le scimmie siano rinchiuse”, dice la bambina.
“Beh, almeno hanno una gabbia bella grande”, risponde la donna. Legge il cartello sulle sbarre. “Habitat di Sumatra”, dice. “A rischio di estinzione.”
La bambina domanda: “Mamma, cos'è l'estinzione?”
La madre fa finta di niente. Dice: “Dai, diamo un’occhiata ai lupi.”
Un cucciolo di scimmia si avvicina. Prende la mano della scimmia più grande e scruta con curiosità attraverso le sbarre verso Jablonsky e Frau Blum. Quindi la grande si sporge leggermente in avanti e guarda il cartello attaccato alle sbarre.
“Che cosa fa ora?” Dice Jablonsky. “Perché sta fissando il cartello?”
“Sembra che stia leggendo.” Juliana annuisce come per confermare le sue stesse parole. “Forse c'è qualcosa sul retro del cartello. E la scimmia lo legge.”
“L’avete sentito?” Jablonsky dà una rapida occhiata a Frau Blum. “Si è schiarito la gola. Come se volesse dire qualcosa.”
“Guarda, sta muovendo le labbra.” La signora Blum prende la mano di Jablonsky.
“Che cosa sta dicendo?” Jablonsky è sorpreso dalla forza della sua stretta.
“Ssst!”, fa lei e si mette in ascolto. “Non ci posso credere, legge il testo sulla bacheca. Lo senti? Habitat: Europa e Nord America. In via di estinzione.”
“Ci sta osservando”, dice Jablonsky. “Ha appena detto 'non c'è da stupirsi'?”
La scimmia si gratta il petto. Il piccolo di scimmia lo guarda.
“Sì, l'ho sentito.” Jablonsky si gratta compulsivamente la testa. La scimmietta tira per mano quella più grande, come se cercasse di farla proseguire. “Senti parlottare il ragazzino? Dice: Dai, papà, andiamo a vedere i cinesi.”
Le scimmie scompaiono attraverso una porta a soffietto. La signora Blum si avvicina a Jablonsky, molto vicino, il suo profumo arriva fino al suo naso. Poi sussurra: “Mentre se ne andava, quella più anziana ha mormorato: ‘Beh, almeno hanno una gabbia con molto spazio’.”


Traduzione: Piera Ghisu e Stefano Zangrando
 
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