Una vecchia signora grassa

Ryka Foerster
 
Una vecchia signora grassa
“Una vecchia signora grassa.”
Questa è la prima cosa che pensa Robert quando la vede. Non pensa “una vecchia signora bianca e grassa” perché il colore della sua pelle non è la caratteristica che la distingue dalle persone che la circondano. E a rigor di termini non la pensa nemmeno così, la percepisce e basta: è una vecchia signora grassa.
Le mattine del sabato ci sono quasi esclusivamente uomini nel negozio di ferramenta, quindi il fatto che sia una donna è la prima cosa che sorprende di lei. Strizzava il suo corpo voluttuoso in una maglietta e in una salopette aderenti, indossando una camicia a quadri, scarpe da lavoro e un casco protettivo. Non esattamente l’abbigliamento che ti aspetteresti da una donna sulla sessantina.
“Sembra un boscaiolo.” Ora Robert la visualizza più chiaramente guardandola da vicino. Capelli grigi, quasi bianchi. Rughe d’espressione. Occhi svegli. Una faccia amichevole. “Che cosa starà costruendo?” si chiede. E poiché è una persona curiosa e non ha nient’altro da fare che comprare un sacco di terriccio per le sue piante da balcone questo sabato mattina, la segue discretamente fino al reparto falegnameria.
“Dio mio, fa’ che questa non si rivolga a me,” prega Marvin mentre la vecchia grassa si avvicina a lui. In realtà non prega, non è un credente, ma sicuramente non ha voglia di servire questa cliente. Se fosse attraente o sexy, allora forse ci proverebbe e flirterebbe un po’ con lei, non è certo insensibile al fascino femminile – ma una nonna che sembra una salsiccia nella sua salopette, travestita da professionista con le sue scarpe da lavoro: no grazie, non vorrei proprio che fosse così.
Robert si sta divertendo. È stato in giro tra gli scaffali degli impregnanti per il legno per quasi dieci minuti per non perdere una parola della conversazione tra il venditore e la donna. Vuole costruire una casa sull’albero, ha bisogno del legname tagliato correttamente e degli incastri giusti e chiede il parere del commesso perché non è ancora sicura del modo migliore per costruire il tetto. Il giovane Schnösel al banco informazioni ovviamente non ha idea di cosa voglia da lui: le sue domande sembrano metterlo a disagio quasi fisicamente. Robert potrebbe aiutarla, è un falegname. Ma si concede ancora il piacere di ascoltare la sua voce e la sua paziente determinazione. Lui avrebbe messo da molto tempo in riga quel Brad Pitt brufoloso. Lei invece rimane calma e piena di entusiasmo. Gli piace.
Marvin inizia lentamente a spazientirsi. È qui solo per dare una mano e non ha idea se sia meglio inchiodare o avvitare le assi. Ma non può farlo presente alla sua cliente. Non può levarsi la vecchia dai piedi. Questo lo innervosisce. Onestamente: la sola idea di come possa tirare su il grasso su una scala di corda è assolutamente ridicola. Che tipo di albero potrebbe mai sopportare questa grande botte?
“Volete davvero una casa sull'albero?” si lascia scappare. Gli è subito chiaro che né la domanda né il tono sono quelli giusti, ma è solo un essere umano. Spera che finalmente si dia una calmata e che nessuno dei suoi colleghi noterà cosa sta succedendo. Ha bisogno di quel lavoro.

“Touché”, pensa Robert, “colpo secco sotto la cintura”. Si unisce ai due al banco informazioni per evitare il peggio. Marvin gli sorride come se avesse appena fatto una bella battuta per cui ora sta aspettando gli applausi dal suo migliore amico. La donna cerca di fare una faccia impassibile. È difficile dire come si sente: sbalordita? Offesa? Vergognata? Divertita? Arrabbiata? Sfinita?
“Mio Dio, fa che lei non debba giustificarsi,” prega Robert. Prega davvero. Da molto tempo non incontra una donna che lo incuriosisce come questa, e desidera sinceramente che il pallone gonfiato del negozio di ferramenta non la intimidisca. Le sorride e spera che senta la sua solidarietà. Anche lei gli sorride.
Quindi si rivolge al commesso. Se non lo osservi da vicino, potresti comunque considerare la disposizione dei muscoli facciali come un sorriso.
“Non vi è alcun divieto per le donne anziane di arrampicarsi sugli alberi”, spiega la donna al giovane, “questo vale anche per le donne vecchie e grasse”.
Robert scoppia a ridere. “Le piace Astrid Lindgren?” le chiede quando riesce a parlare di nuovo.
“Assolutamente!” La donna, che scoprirà presto chiamarsi Marion, gli sorride.
Marvin era senza parole. Non riusciva a capire cosa stesse succedendo.
Ma a chi importa?

Traduzione: Piera Ghisu e Stefano Zangrando
 
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